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    <description><![CDATA[ordinarie illuminazioni quotidiane]]></description>
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    <pubDate>Sat, 10 Nov 2007 18:07:43 +0100</pubDate>
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      <title><![CDATA[Passi in pace per la Birmania libera ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div><br /><!-- Free Burma! Image --> <a href="http://www.free-burma.org" target="_blank"><img src="http://freeburma.s3.amazonaws.com/free_burma_06.jpg" alt="Free Burma!" border="0" /></a> <!-- End Free Burma! Image --><br />Oggi pomeriggio alle 14,45 circa ha iniziato a radunarsi sotto l'Arco di Costantino, nei pressi del Colosseo a Roma, un gruppo di buddhisti e simpatizzanti romani per una meditazione camminata in segno di solidarietà verso i monaci birmani. L'iniziativa è stata promossa dall'Unione Buddhista Italiana, dalla Fondazione Maitreya, dall'Associazione Essere Pace e dalla Rete Buddhista dell'Italia Centro-Meridionale.</div>  <br /> <div>Il corteo di circa 150 persone si è avviato verso le 15.30 circa, percorrendo via dei Fori Imperiali con passo lento, verso Piazza Venezia, e poi sino al Palazzo della Provincia. Qui i partecipanti si sono radunati nella corte interna del Palazzo dove, sotto una leggera pioggia ormai sopravvenuta, un monaco ha recitato per i presenti il Metta Sutta in pali, mentre immediatamente dopo tutti i partecipanti lo hanno recitato insieme in Italiano. Infine una parte dei sopravvenuti ha partecipato a un piccolo convegno, facente parte di un ciclo di incontri a tema ecumenico, che si è svolto nello stesso Palazzo della Provincia sull'argomento "La parola ed il Silenzio".<br /></div> <div align="right">Fonte: <a href="http://zengarden.splinder.com" target="NewWindow">ZenGarden</a></div> ]]></description>
      <pubDate>Sat, 06 Oct 2007 22:35:25 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Passi in pace a Roma ]]></title>
      <link>http://www.risveglio.net/C1159018468/E20071005131612/index.html</link>
      <description><![CDATA[<img src="http://www.risveglio.net/C1159018468/E20071005131612/Media/burmamonks.jpg"  height="342"  width="470"  hspace="0"  vspace="15"  alt="Monaci in marcia a Rangoon"  border="0"  /><div><br />Sabato 6 ottobre 2007 alle ore 15. Camminata silenziosa dal Colosseo (ritrovo all'Arco di Costantino), via dei Fori Imperiali, Palazzo della Provincia per una meditazione silenziosa. </div>  <br /> <div><br />Camminiamo in pace, in silenzio per ricordare chi oggi non può più farlo nel proprio paese.<br /><br />Unione Buddhista Italiana <br />Fondazione Maitreya <br />Associazione Essere Pace <br />Rete buddhista dell'Italia centrale<br /><br />In collaborazione con la Provincia di Roma</div> ]]></description>
      <pubDate>Fri, 05 Oct 2007 13:16:12 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Lo scempio dell'Himalaya ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div>Una striscia nera d'asfalto — con tanto di <i>guardrail</i> e doppia corsia — andrà a sporcare le bianche nevi dell'Himalaya, salendo fino ai piedi dell'Everest, a oltre 5000 metri d'altezza. I lavori cominceranno nei prossimi giorni e, grazie all'infinita manodopera cinese, saranno conclusi in quattro mesi. Giusto in tempo per consentire alla fiaccola olimpica di Pechino 2008 di salire in cima al "Tetto del mondo" grazie ad alpinisti dotati di bombole d'ossigeno (con buona pace dell'etica sportiva).</div>  <br /> <div><br /><img class="full" src="http://trekking-hiking-outdoors.co.uk/images/Everest.jpg" /><br /><br />L'autostrada costerà 15 milioni di euro, quisquilie per il governo cinese. All'Everest si potrà accedere sia dal Nepal, sia dal Tibet sotto      controllo cinese. La striscia d'asfalto seguirà un tracciato già esistente: la pista sterrata di 108 chilometri, angusta e dissestata, che va dalla cittadina tibetana di Tingri al Campo Base a 5.200 metri di altezza. Lungo questo percorso, ruspe e betoniere avanzeranno implacabili, portando rumore e cemento in un luogo dove finora regnavano il silenzio e la montagna.<br /><br />L'arrivo dell'autostrada dell'Everest è stata salutata con grande orgoglio dal governo cinese: "Una volta completata — scrive l'agenzia Nuova Cina — l'autostrada diventerà l'itinerario preferito per turisti e scalatori, che affolleranno l'Everest in quantità crescenti".<br /><br />Tutto questo a un anno dell'inaugurazione della linea ferroviaria tra Pechino e Lhasa che, portando ogni giorno masse di cinesi in Tibet ne sta cambiando radicalmente la demografia a favore degli Han, ovvero l’etnia cinese che Pechino spinge alla migrazione in Tibet dal 1950, anno in cui l’«esercito di liberazione popolare» ha invaso la regione. Dalla fuga del Dalai Lama e del suo governo in India sono gli Han a gestire le attività commerciali e politiche, e sono di fatto l’élite della regione. <br /><br />Con questa autostrada viene definitivamente violato l'altopiano tibetano, in nome delle vie di comunicazione e delle relazioni economiche tra il mondo cinese e quello indiano. E si spazza via il centro nevralgico del buddismo, che sta scomparendo in India ed è molto indebolito in Cina (da queste montagne la spedizione volta a convertire la Cina).<br /><br />I tibetani — e non solo — gridano alla profanazione. Il secolare, silenzioso esilio spirituale del Qomolangma, nome tibetano dell'Everest, sarà accessibile a orde di turisti, senza nessuna difficoltà d'accesso.<br /></div> <div align="right">Fonte: <a href="http://www.montagna.tv/?q=node%2F5321#421312904779356320" target="NewWindow">Montagna.tv</a></div> ]]></description>
      <pubDate>Wed, 20 Jun 2007 11:24:10 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Spiegazione degli RSS ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div>Da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nJZVJoTSDyw" target="NewWindow">YouTube</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nJZVJoTSDyw" target="NewWindow"> </a>un ottimo video che spiega in modo completo le caratteristiche e le convenienze dello standard dei feed RSS, cosa che ormai tutti i blogger e assidui frequentatori della rete utilizzano tutti i giorni. Ecco il video:<br /><br /><div align="center"></div></div>  <br /> <div>…</div> ]]></description>
      <pubDate>Wed, 20 Jun 2007 07:43:48 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Aung San Suu Kyi: compleanno agli arresti ]]></title>
      <link>http://www.risveglio.net/C1159018468/E901320664/index.html</link>
      <description><![CDATA[<div><br /><p><img class="mat" align="left" src="http://www.burmacampaign.org.uk/images/asskfym%20.jpg"  hspace="5" vspace="5" width="281" height="190" alt="Aung San Suu Kyi" /> Oggi è il sessantaduesimo compleanno di <a href="http://www.stringer.it/Stringer%20Schede/burma_suu_kyi.htm" target="NewWindow">Aung San Suu Kyi</a>, Premio Nobel per la Pace nel 1991 e leader del movimento per la democrazia in Birmania.  Ha trascorso in detenzione più di 11 anni. Gli arresti domiciliari le sono stati riconfermati lo scorso 25 maggio. Soldati armati le hanno transennato la casa con filo spinato e allontanano tutti i visitatori. I militari le hanno anche tagliato la linea telefonica, cosicché nessuno può chiamare, nemmeno per augurarle buon compleanno …</div>  <br /> <div>I generali che governano la Birmania hanno già <a href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=472&amp;rubrica=50" target="NewWindow">attentato alla sua vita</a> il 30  maggio 2003, attaccando una carovana di macchine con cui stava viaggiando. Nell'attacco, un centinaio dei suoi sostenitori sono stati bastonati a morte. L'automobile di Aung San Suu Kyi è riuscita ad accelerare e a scappare, ma in seguito è stata arrestata.<br /><br />Il <a href="http://www.equilibri.net/showObject.php?objID=2233&amp;objlang=it_IT" target="NewWindow">regime</a> sta facendo tutto quel che può per isolare Aung San Suu Kyi; vogliono che il mondo si dimentichi di lei; temono la sua popolarità; lei è la principale minaccia per la continuazione del loro potere, e perciò siamo sempre più in apprensione per la sua sicurezza.<br /><br />Se vuoi, puoi mandare un biglietto di buon compleanno ad Aung San Suu Kyi. Anche se è probabile che il biglietto venga intercettato dal regime, migliaia di biglietti d'auguri daranno un potente segnale al regime. Se i militari sapranno che il mondo li guarda, sarà meno facile che intraprendano altre azioni contro Aung San Suu Kyi, poiché avranno timore delle reazioni internazionali. Il tuo biglietto d'auguri contribuirà a mantenerla al riparo da ulteriori attacchi.<br /><br />Invia il tuo biglietto d'auguri a:<br /><br /><b>Daw Aung San Suu Kyi,</b><br /><b>54 University Avenue,</b><br /><b>Bahan 11201,</b><br /><b>Yangon, Myanmar (Birmania)</b><br /> <br />Costo dell'affrancatura con posta prioritaria per l'estero<br />formato standard, cm 9x14 Euro 0,60<br /><br />Per favore, inoltra questo messaggio ad amici e colleghi.<br /><br />Per maggiori informazioni vedi: <a href="http://www.burmacampaign.org.uk/aungsansuukyi.php" target="NewWindow">www.burmacampaign.org.uk</a></div> ]]></description>
      <pubDate>Tue, 19 Jun 2007 10:02:56 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Dalai Lama: presto moratoria pena di morte ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div>Dall'Australia, dove si trova, il Dalai Lama (premio Nobel per la pace nel 1989) sostiene gli obiettivi della campagna per la Moratoria universale della Pena di Morte del Governo e del Parlamento italiani, invitando il Presidente Prodi a presentare con grande urgenza la relativa risoluzione all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso.</div>  <br /> <div><br />Questo nuovo, prestigioso intervento si aggiunge ai 40 Premi Nobel e a un numero straordinario per qualità e quantità di adesioni al movimento di sostegno del Governo e Parlamento italiani.</div> ]]></description>
      <pubDate>Wed, 13 Jun 2007 16:48:00 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Un CD per aiutare i monaci tibetani ]]></title>
      <link>http://www.risveglio.net/C1159018468/E20070613102709/index.html</link>
      <description><![CDATA[<div><b>  <a href="http://www.risveglio.net/img/HEALING_THE_DIVIDE/GERE.JPG" target="_blank"> <img src="http://www.risveglio.net/C1159018468/E20070613102709/Media/HEALING%20THE%20DIVIDE%20FOTO%20GERE.JPG"  height="183"  width="150"  align="left" hspace="5"  vspace="0"  alt="Richard Gere"  border="0"  /> </a> <a href="http://www.healingthedivide.org/home.html" target="NewWindow">HEALING THE DIVIDE</a></b>, l’associazione <b>non profit</b> fondata da Richard Gere, ha prodotto un cd omonimo tratto da un concerto tenutosi nel 2003 a New York,   <a href="http://www.risveglio.net/img/HEALING_THE_DIVIDE/DALAI_LAMA.JPG" target="_blank"> <img src="http://www.risveglio.net/C1159018468/E20070613102709/Media/HEALING%20THE%20DIVIDE%20FOTO%20DALAI%20LAMA.JPG"  height="192"  width="150"  align="right" hspace="5"  vspace="5"  alt="XIV Dalai Lama"  border="0"  /> </a> cui hanno preso parte grandi personalità del panorama musicale (<b>Tom Waits</b>, <b>Greg Cohen</b>, <b>Kronos Quartet</b>, per citarne alcuni). L’iniziativa ha il sostegno diretto del <b>XIV Dalai Lama</b>, in quanto <b>l’intero ricavato delle vendite di questo cd sarà devoluto ai monaci buddisti e alle suore impoverite </b>che versano in gravi condizioni di indigenza sanitaria in<b> Tibet. </b>È un progetto importante, dall’indubbio spessore musicale, ma soprattutto umanitario.</div>  <br /> <div><br /><b>Tom Waits, Kronos Quartet, Philip Glass e il Dalai Lama – Tutti insieme in  Healing the Divide concert – Album release:  6 luglio 2007</b><br /><br />Il Dalai Lama, il compositore Philip Glass, la sitarista Anoushka Shankar (figlia di Ravi), la polifonica Gyuto Tantric Choir, e TOM WAITS – insieme al Kronos Quartet e Greg Cohen - sono alcuni tra i nomi che compaiono in HEALING THE DIVIDE: A CONCERT FOR PEACE AND RECONCILIATION”. HEALING THE DIVIDE sarà disponibile sia in CD che on-line  su <a href="http://www.apple.com/it/itunes/download/" target="NewWindow">iTunes</a> Store a partire dal 6 luglio.<br /></div> <div align="center">    <a href="http://www.risveglio.net/img/HEALING_THE_DIVIDE/CD.JPG" target="_blank"> <img src="http://www.risveglio.net/C1159018468/E20070613102709/Media/HEALING%20THE%20DIVIDE%20CD.JPG"  height="216"  width="216"  hspace="0"  vspace="0"  alt="Copertina CD Concerto "Healing The Divide""  border="0"  /> </a> </div> <div><br />Tratto da un concerto di beneficenza che si è tenuto il 21 settembre 2003 al  Lincoln Center’s Avery Fisher Hall di New York – durante il viaggio di 20 giorni negli Stati Uniti del Dalai Lama – HEALING THE DIVIDE è un incontro musicale tra Est e  Ovest che supera i confini culturali attraverso la musica. Le performance spaziano dalla meditazione al teatro, dal gutturalismo alla bellezza e mirano in modo risoluto e deciso al sostegno di una causa veramente umanitaria.   <br /><br />Tutti gli artisti, Anti-Record, e HEALING THE DIVIDE, doneranno il ricavato delle vendite all’iniziativa di HEALING THE DIVIDE per la Salute Tibetana: un progetto che fornisce un’ assicurazione sanitaria  e cure mediche ai monaci tibetani buddisti e alle suore  deperiti e  impoveriti da anni di repressione. La vendita di ogni CD permette un anno di cure sanitarie.<br /><br />Nel concerto del 2003, Sua Santità il Dalai Lama ha affermato: “Mi dà grande gioia vedere artisti e musicisti qui riuniti insieme a sostegno del popolo tibetano e a sostegno della pace e della riconciliazione. Dobbiamo fare ogni sforzo per incoraggiare l’amicizia tra i popoli”.<br /><br />Tom Waits in quell’occasione aveva presieduto la serata. Quattro brani tratti dalla sua performance di 50 minuti sono presenti nel CD di cui un inedito: “Diamond in your mind” . Per i fan di Waits sarà  un piacere e una sorpresa ascoltare la sua voce ampia e drammatica accompagnata dagli arrangiamenti spigolosi degli strumenti a corda… nel disco si percepiscono inoltre geniali variazioni del walzer e strane dissonanze che rimandano a Kurt Weill. <br /><br />HEALING THE DIVIDE è un’organizzazione non profit fondata da Richard Gere nel 2001, che cerca nella collaborazione soluzioni per le crisi umanitarie. “La pubblicazione di questo CD ci aiuta ad innalzare la consapevolezza circa le pessime condizioni in cui versano i tibetani, sia dentro sia fuori dalla regione” spiega Gere. “I fondi raccolti non solo ci permettono di cambiare positivamente la vita della gente tibetana, ma ci permetteranno anche di promuovere i preziosi concetti buddisti tibetani di pace e compassione”.<br /><br />Waits comenta la sua partecipazione così: <i>“I’m no fool. It’s a spiritual insurance policy. Hell, at my age, the next group I put together, everyone may be playing a harp. All kidding aside, I owed His Holiness a favor. He did all my papers in school.”</i><br /></div> <div align="center"><i>    <a href="http://www.risveglio.net/img/HEALING_THE_DIVIDE/WAITS.JPG" target="_blank"> <img src="http://www.risveglio.net/C1159018468/E20070613102709/Media/HEALING%20THE%20DIVIDE%20FOTO%20WAITS.JPG"  height="267"  width="401"  hspace="0"  vspace="0"  alt="Tom Waits"  border="0"  /> </a></i> <i>  </i></div> <div><br /><br /><u>La track-list del CD è:</u><br /><br />The Gyoto Tantric Choir:  “Invocation”<br />Anoushka Shankar: “Nivedan”<br />Nawang Khechong and R. Carlos Nakai:  “Peace Chants”<br />Philip Glass and Foday Musa Suso:  “The Gambia”<br />Tom Waits and Kronos Quartet w/Greg Cohen:  “Way Down in the Hole”<br />Tom Waits and Kronos Quartet w/Greg Cohen: “God’s Away on Business”<br />Tom Waits and Kronos Quartet w/Greg Cohen:  “Lost in the Harbor”<br />Tom Waits and Kronos Quartet w/Greg Cohen:  “Diamond in Your Mind”<br /> <br /></div> <div align="center">Per maggiori informazioni visita il sito:<br /><a href="http://www.anti.com/" target="NewWindow">www.anti.com</a><br /> oppure  <a href="http://www.healingthedivide.org/" target="NewWindow">www.healingthedivide.org<br /></a><u> </u><br /><br />PHOTO CREDITS<br />Richard Gere photograph by Michael O'Neill <br />His Holiness the Dalai Lama photograph by Clive Arrowsmith <br />Tom Waits by Michael O'Brien</div> ]]></description>
      <pubDate>Wed, 13 Jun 2007 10:27:09 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Nirvana, impermanenza e pessimismo ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div><b><i>affinità occidentali con il pensiero buddista</i></b><br />Conferenza di <b>Paolo Fenoglio</b> e <b>Flavio Pelliconi</b><br />il <b>4 dicembre 2006 alle ore 21</b>, ingresso a offerta libera,<br /> presso la <b><a href="http://www.casadellacultura.it/site/home.html" target="NewWindow">Casa della Cultura</a></b>, via Borgogna 3, Milano.</div>  <br /> <div><br /><P>Troppo spesso, nella nostra cultura degli ultimi decenni, il buddismo viene letto come una sorta di minimalismo new age volto al perseguimento di una generica serenit&agrave;. In realt&agrave; il pensiero buddista, dietro un atteggiamento apofatico poco incline alle affermazioni di principio in senso metafisico, nasconde un nucleo speculativo &laquo;forte&raquo; e saldissimo. Scopo della conferenza (condotta a due voci da un esperto del mondo buddista, Flavio Pelliconi, e da uno storico della cultura di matrice filosofica, Paolo Fenoglio) &egrave; quello di porre in luce tale nucleo teoretico, rilevando alcune sorprendenti analogie con il pensiero occidentale (dall'atarassia di Epicuro all'eterno ritorno di Nietzsche e all'orizzonte mistico di Wittgenstein), nonch&eacute; riflettendo sulle fondamentali contrapposizioni esistenti fra India e Occidente e sul perch&eacute; il buddismo sia stato assimilato dal nostro mondo sotto l'insegna del pessimismo.</P> <P>Di formazione filosofica, <B>Paolo Fenoglio</B> svolge da oltre trent'anni un'intensa attivit&agrave; nel campo dell'estetica della musica e della storia della cultura. Conferenziere e saggista, ha inoltre realizzato numerosi cicli di trasmissioni per le tre reti radiofoniche della RAI. Dal 1979 &egrave; docente di Storia ed Estetica della Musica presso l'Accademia Internazionale della Musica di Milano.</P> <P><B>Flavio Pelliconi</B> dal 1982 studia e pratica la meditazione vipassana con la guida di Madre Sayamagyi. Ha condotto una lunga sperimentazione della meditazione come terapia, con sedute dedicate ai malati e ai loro familiari presso l'Asilo Mariuccia di Milano. &Egrave; stato consigliere dell'Unione Buddhista Italiana. Collabora con la rivista <I>Dharma-quaderni di buddhismo</I> e coordina il Centro Maitreya di Milano. </P> <P><B><a href="http://www.risveglio.net/C683104040/E20060306104949/index.html" target="NewWindow">Maitreya</a></I></B> &egrave; il Buddha del futuro e simboleggia l'amore universale. Una delle sue caratteristiche &egrave; di star seduto al modo occidentale differenziandosi da tutti gli altri Buddha, che siedono nella posizione del loto. Con l'idea di sostenere la presenza del Buddhismo in Italia e il dialogo con la cultura occidentale, nel 1985 &egrave; stata istituita a Roma la <B>Fondazione Maitreya</B>, Istituto di cultura buddhista, con sede in via della Balduina 73, Roma. La Fondazione, che  ha conseguito personalit&agrave; giuridica nel 1991  con il  riconoscimento per decreto del Ministero dei Beni Culturali, opera in Italia coordinando attivit&agrave; educative, convegni, seminari e attivit&agrave; editoriali in campo buddhista. La Fondazione &egrave; membro costituente dell'Unione Buddhista Italiana,U.B.I., e dal 1997 dell'Unione Buddhista Europea, E.B.U., con le quali collabora per attivit&agrave; in campo culturale.</P></div> ]]></description>
      <pubDate>Mon, 27 Nov 2006 09:51:03 +0100</pubDate>
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      <title><![CDATA[Roma, 21 ottobre: «Passi in pace» ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div><b>L’Unione Buddhista Italiana invita i credenti di tutte le fedi a partecipare all’incontro «Passi in pace», dal Colosseo al Campidoglio, che si svolgerà sabato 21 ottobre alle ore 18.30 con partenza dall’Arco di Costantino per concludersi in Piazza del Campidoglio con l’intervento di esponenti religiosi e autorità civili. </b><br /></div>  <br /> <div><br />Da diversi anni, l’UNIONE BUDDHISTA ITALIANA si fa promotrice ad ottobre di una Camminata IN pace per le vie della città. Dopo aver toccato nel tempo  Roma, Venezia, Padova, quest’anno la manifestazione si ritroverà a Roma,  in contemporanea con una uguale marcia meditativa organizzata a Parigi dalla comunità buddhista guidata dal monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, da anni impegnato a sottolineare che la pace si fa cominciando DAL DI DENTRO.<br /><br />L’evento romano vedrà  gente di diversa fede  camminare in silenzio e consapevolezza per le vie che congiungono il Colosseo, centro dell’antica Roma al Campidoglio, centro dell’Amministazione della città, un filo simbolico che unisce passato a presente: dal cammino della storia costellato da guerre e rumori al fragore del presente, che può anche sperimentare il silenzio nell’attimo della presenza mentale e nella ricerca interiore della pace, bene immateriale, da offrire all’altro.<br /><br />Credenti e non credenti, italiani e cittadini di altra provenienza, sfileranno silenziosamente al suono delle Campane dell’attenzione per portare la propria testimonianza nel rumore delle metropoli, come segno che un’altra voce silenziosa è possibile. Marciare posando coscientemente un piede dopo l’altro sulla Terra, anche nel cuore di una grande città, entrando nel ritmo del proprio respiro e nella distensione di tutte le tensioni, permetterà di vivere pienamente il momento presente ed essere disponibili a ritrovare primariamente la PACE dentro di noi.<br /><br />Coltivare la pace nella propria interiorità, nella famiglia, nella società, nel mondo non è un miracolo ma un’ARTE accessibile a tutti, qualsiasi religione si segua, da qualsiasi paesi si provenga,  un’arte da praticare per vivere in armonia qui e ora.<br /><br />L’incontro romano, che si inserisce nella settimana di Festa del Cinema, ricca di luci e suoni, sarà un VOCE diversa SENZA voce sul sentiero delle: “Prove tecniche di dialogo Oriente/ Occidente” che stanno aprendo le due culture a nuove dimensioni e incontri.<br /><br />L'evento, patrocinato dal Comune di Roma, con il sostegno dalla Consulta delle Religioni della città di Roma, della Fondazione Maitreya, della Rete dei Centri Buddhisti dell’Italia centrale  e di SANDPIT, agenzia di comunicazione integrata, si concluderà con una meditazione comune nella piazza del Campidoglio alla presenza della delegata del Sindaco alle Politiche della Multietnicità e dell’Intercultura Franca Coen e  degli  esponenti della Consulta delle Religioni della città di Roma della quale anche  l’Unione Buddhista Italiana fa parte. E’ stato  invitato a partecipare il ministro per la Solidarietà Sociale, on. Paolo Ferrero <br /><br />Info: <a href="mailto: fond.maitreya@fastwebnet.it" target="NewWindow">fond.maitreya@fastwebnet.it</a></div> ]]></description>
      <pubDate>Sat, 14 Oct 2006 17:55:15 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Sito ristrutturato ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div><b>Questo è il primo post della nuova versione del <a href="http://www.risveglio.net/" target="NewWindow">sito</a>, che è stato fuso col blog per facilitare la navigazione. Le pagine del vecchio blog sono ancora <a href="http://www.risveglio.net/iblog/" target="NewWindow">al loro posto</a> per permettere una transizione più «dolce», ma da oggi non verranno più indicizzate. Il "motore" interno al sito svolge la ricerca sui nuovi indirizzi. Anche l'URL <a href="http://blog.risveglio.net" target="NewWindow">blog.risveglio.net</a> ora punta a questo indirizzo. Chi avesse preferiti o <a href="http://www.risveglio.net/C1593009507/E1355757214/index.html" target="NewWindow">feeds</a> riferiti al vecchio blog, farebbe bene ad aggiornarli.</b></div>  <br /> <div><br />Un saluto speciale a tutti coloro che hanno voluto leggere fino in fondo.<br /></div> ]]></description>
      <pubDate>Sun, 27 Aug 2006 09:35:44 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Απόφασις ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div><i>Esiste, o monaci, un non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato. Se non ci fosse questo non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato, non si potrebbe scorgere via di scampo dal nato, evoluto, fatto, condizionato. Ma poiché, invece, c'è un non nato, non evoluto, non fatto, non condizionato, si scorge una via di scampo dal nato, diventato, fatto, condizionato </i>(<b>Itivuttaka</b>, 43).</div>  <br /> <div><br />La scelta del Buddha di definire il <i>nirvana</i> con una serie di negazioni è coerente con il suo sistema di pensiero, vedi la nota <a href="http://www.risveglio.net/C92426116/E1173317075/index.html">parabola dei ciechi e dell'elefante</a><a href="http://www.risveglio.net/iblog/C92426116/E1173317075/index.html"> </a>. Nella storia della filosofia indiana (ma potremmo tranquillamente dire del pensiero umano) esiste una corrente trasversale, detta «<a href="http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaC/CUSANO_%20LA%20TEOLOGIA%20APOFATICA.htm">apofatica</a>» i cui esponenti sostengono l'impossibilità di esprimere in positivo ciò che il divino è, perché esso trascende ogni concetto, formula e definizione; ogni tentativo di nominare ciò che è totalmente altro, per renderlo pensabile, è destinato creare un oggetto mentale, tradendo così l'ignoto che s'intende significare.<br /><br /><img src="http://www.risveglio.net/C92426116/E20060825092513/Media/buddha1.jpg"  height="194.4"  width="132.48"  align="right" hspace="5"  vspace="10"  alt="Flower Buddha"  border="0"  /><br />In questo senso, il Buddha fu apofatico come forse nessun altro. Perciò venne detto <i>muni</i>. Infatti <i>mauna</i> (pronunciato «muna») è, in sanscrito, il voto di silenzio e<i> muni</i> (che vuol dire votato al silenzio) è il nome dato ancor oggi agli asceti <i>hindu</i> che praticano quest'austerità. Ma, si dirà, il Buddha parlava. È vero; ma rimaneva spesso in silenzio, specialmente di fronte alle domande metafisiche. Un silenzio che non significava assenso né diniego, ma che esprimeva l'impossibilità di dare una risposta verbale soddisfacente.<br /><br />Una volta un filosofo domandò al Buddha: «Senza parole, senza l'inespresso, vuoi dirmi la verità?». Il Buddha rimase in silenzio. Il filosofo fece un inchino e ringraziò il Buddha dicendo: «Con l'aiuto della tua amorevole bontà mi sono liberato delle mie illusioni e ho imboccato la vera via». Quando il filosofo si fu allontanato, Ananda domandò al Buddha che cosa avesse ottenuto quel tale. Il Buddha rispose: «Un buon cavallo corre anche soltanto all'ombra della frusta». (da <b>Mumon</b>, <i>La porta senza porta</i>).<br /><br />Un atteggiamento, quello del Buddha, che però non era affatto una novità per la tradizione vedica:<br /><br />Nella Brihadaranyaka Upanishad i discepoli chiedono a Yajnavalkya di descrivere Dio. Lui risponde: «Il divino non è questo <img src="http://www.risveglio.net/C92426116/E20060825092513/Media/Yajnavalkya_sage.gif"  height="209"  width="150"  align="left" hspace="5"  vspace="10"  alt="Yajnavalkya"  border="0"  />e non è quello» (<i>neti, neti</i>).  Ovvero, il divino non è reale come siamo reali noi, e non è nemmeno irreale. Il divino non vive nel senso in cui gli esseri umani vivono e non è nemmeno privo di vita. Il divino non è misericordioso nel senso in cui noi usiamo il termine, e non è nemmeno privo di misericordia. E così via. Non potremo mai veramente definire Dio con le parole. Tutto ciò che possiamo dire è: «Non è questo, e non è quello». Alla fine, per capire la natura del divino, bisogna andare oltre le parole. In questo senso, neti-neti non è una negazione. È piuttosto l'asserzione che qualunque cosa il divino sia, quando tentiamo di catturarlo con parole umane, inevitabilmente le parole ci vengono a mancare, perché la nostra comprensione è limitata ed è ancor più limitata la capacità delle parole di esprimere il trascendente.<br /><br />Nello Zen si narra che il Buddha trasmise il patriarcato a Maha-Kâshyapa in silenzio, in questo modo:<br /><img src="http://www.risveglio.net/C92426116/E20060825092513/Media/buddhaflower.jpg"  height="194"  width="165"  align="right" hspace="0"  vspace="0"  alt="Sermone del fiore"  border="0"  /><br />Un giorno il Buddha, accompagnato da numerosi discepoli, stava sul Picco dell'Avvoltoio seduto in meditazione. I discepoli lo circondavano in rispettoso silenzio in attesa che parlasse, coscienti che quello poteva essere uno dei suoi ultimi discorsi, data l'età già avanzata. Ma il Buddha, invece di parlare, prese un fiore di <i>udumbara</i> (<i>Ficus glomerata</i>) lo sollevò e lo mostrò sorridendo ai presenti che ne rimasero sconcertati. Ma Maha-Kâshyapa, uno dei suoi più intimi discepoli, sorridendo diede segno di aver capito.</div> ]]></description>
      <pubDate>Fri, 25 Aug 2006 09:25:13 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Karma mutabile e karma immutabile ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div><b>Che differenza c'è tra karma mutabile e karma immutabile?</b><br /></div>  <br /> <div><br />Ci sono tre tipi di karma: i <b>Sanchit Karma</b>, ovvero karma (nel senso di azioni, parole e pensieri) accumulati nel corso di innumerevoli rinascite; i <b>Prarabdha Karma</b>, ovvero i karma le cui conseguenze sono già in atto; e i <b>Kriyaman Karma</b>, ovvero i karma le cui conseguenze devono ancora essere create. <br /><br />Questi tre tipi di karma si spiegano con la popolare metafora delle varie fasi della coltivazione del riso: il riso raccolto e immagazzinato nel granaio può essere paragonato ai Sanchit Karma: da questa provvista la parte che viene scelta e preparata per essere cotta e mangiata è come i Prarabdha Karma, ovvero i karma che hanno originato la vita presente. Nello stesso tempo, i nuovi chicchi che vengono seminati nelle risaie, che daranno un nuovo raccolto in avvenire e a loro volta saranno aggiunti al granaio, sono come i Kriyaman Karma, cioè gli atti compiuti di giorno in giorno, che piano piano s'aggiungono ai Sanchit Karma finché «non maturano» per dare frutto come Prarabdha Karma in una vita futura (Shikshapatri).<br /><br />Di questi tre solo il <b>Prarabdha</b>, cioè quello che ha portato alla presente rinascita, è immutabile: la freccia è già stata scoccata e nulla le può impedire di raggiungere la destinazione. Perciò gli eventi dovuti al Prarabdha sono predeterminati e inevitabili, come esemplifica la storia del monaco Chakkupala che, subito dopo essere pervenuto al pieno risveglio (ed aver quindi esaurito tutto il karma-deposito), per effetto del prarabdha divenne cieco. <br /><br />I <b>Sanchit</b> karma del deposito — che sono determinanti per le vite future — sono mutabili (purgabili) con la pratica della meditazione Vipassana.  Dei karma della vita quotidiana (<b>kriyaman</b>), invece, ci si prende cura con i precetti morali per disciplinare il comportamento fisico e verbale e con la meditazione Samatha per controllare la mente in modo che non dia origine a nuove creazioni.<br /></div> ]]></description>
      <pubDate>Tue, 22 Aug 2006 16:56:13 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Feriae Augusti ]]></title>
      <link>http://www.risveglio.net/C1041870716/E20060815102721/index.html</link>
      <description><![CDATA[<div><b>Ferragosto</b>, dal latino <i>Feriae Augusti</i> (vacanze  di Augusto) è una festa antichissima. Com'è il caso di molte altre feste divenute in seguito cristiane, il Ferragosto ha origini pagane.</div>  <br /> <div><br /><p class="floatright"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Statue-Augustus.jpg" target="_blank"><img title="Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto" class="mat" src="http://www.risveglio.net/img/Statue%2dAugustus_1.jpg"  height="384"  width="254"  hspace="10"  vspace="5"  alt="Ottaviano Augusto"  border="0"  align="right" /></a>Nel 18 a.C. l'imperatore romano Ottaviano, proclamato <b>Augusto</b> (ossia venerabile e sacro) dal senato romano, dichiarò che tutto il mese di agosto sarebbe stato festivo e dedicato alle <i>Feriae Augusti</i>, una serie di celebrazioni solenni, la più importante delle quali cadeva il 13 ed era dedicata a <b>Diana</b>, dea patrona del legno, delle fasi della luna e della maternità. La  festa si celebrava nel tempio dedicato alla dea sull'Aventino ed era una delle poche occasioni in cui i romani di ogni classe e censo, padroni e schiavi, si  mescolavano liberamente.<br /><br />Oltre che a Diana, le <i>Feriae</i> erano un'occasione per celebrare <b>Vertumno</b>, dio delle stagioni e della maturazione dei raccolti; <b>Conso</b>, dio dei campi e  <b>Opi</b> dea della fertilità, la cui festa, <i>Opiconsiva</i>, cadeva il 25 del mese. In breve, le <i>Feriae</i> erano una celebrazione della fertilità e della maternità; come molte altre feste romane erano di derivazione orientale e in particolare riecheggiavano quelle in onore di  <b>Atagartis</b>, dea madre sira, patrona della fertilità e del lavoro dei campi.<br /><br />Con l'avvento del cristianesimo la gente attribuì queste medesime prerogative alla <b>Vergine Maria</b>, la cui solennità cominciò ad essere celebrata in luogo di quella di Diana. È importante notare, però, che si trattava solo di una celebrazione di Maria Vergine; il dogma moderno secondo cui la Vergine sarebbe stata assunta in cielo a Ferragosto non si diffuse che nel diciottesimo secolo e fu dichiarato formalmente da papa Pio XII solo nel 1950.<br /><br />In ogni caso, la tradizione di agosto come mese delle <i>Feriae</i> è rimasta, e questa è la ragione per cui fabbriche e negozi restano ancor oggi «chiusi per ferie» fino alla fine di agosto, anche se nessuno si ricorda più dell'imperatore che le istituì per autocelebrarsi.</div> ]]></description>
      <pubDate>Tue, 15 Aug 2006 10:27:21 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Joan Halifax Roshi il 22.5.2006 a Milano ]]></title>
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      <description><![CDATA[<div><b>Il 22 maggio 2006 alle 19, Joan Halifax Roshi ha tenuto a Milano, presso lo <a href="http://www.sirin.it/" target="NewWindow">Spazio Sirin</a>, in via Vincenzo Vela 15, un incontro sul tema «La compassione e la cura ai morenti», con ingresso a offerta libera. L'iniziativa, promossa dalla <a href="http://www.maitreya.it/" target="NewWindow">Fondazione Maitreya</a>, ha visto la partecipazione attenta di un centinaio di persone.</b><br /></div>  <br /> <div><img src="http://www.risveglio.net/C683104040/E20060516110554/Media/roshi_11.jpg"  height="359"  width="240"  align="right" hspace="5"  vspace="5"  alt="Joan Halifax Roshi"  border="0"  /><br />Joan Halifax, laureata in filosofia e antropologia, è autrice di molti libri, tra i quali <i>Voci sciamaniche</i>, pubblicato nel 1982 da Rizzoli. Grande viaggiatrice «interiore» ed «esteriore», ha trascorso lunghi periodi della vita tra i Dogon del Mali e gli Huicholes e i Maya del Messico studiando la loro cultura e partecipando ai rituali sciamanici. Lavora da anni con i malati terminali di cancro. Nel 1990 ha fondato <i><u>Upāya</u></i>, un monastero zen a Santa Fe nel New Mexico (USA), di cui è abate e principale maestra.  La sua attività pastorale si svolge anche nelle carceri, con detenuti di massima sicurezza e condannati a morte, nonché nell'assistenza ai malati terminali. È fondatrice del progetto «Stare coi morenti». Pratica il buddismo fin dalla fine degli Anni '60 ed è stata formalmente ordinata nel 1976 dal maestro zen Seung Sahn. Nel 1990 ha ricevuto la «trasmissione senza parole» dal maestro Thich Nhat Hanh. ed è un Dharmacarya dell'ordine Tiep Hien. È uno dei maestri fondatori dello Zen Peacemaker Order di Roshi Bernie Glassman e della scomparsa Sensei Jishu Holmes. È una sacerdotessa zen. Come insegnante di Dharma si colloca nella corrente del «buddismo impegnato», che sostiene la necessità di couniugare la pratica della consapevolezza e dell’autoconoscenza con l’impegno sociale e umanitario.<br />Filmato (<i>scarica</i> <a href="http://www.real.com/freeplayer/" target="NewWindow">Real Player</a>):  <a HREF="http://www.risveglio.net/C683104040/E20060516110554/Media/joan_halifax_hs.rm">joan_halifax_hs.rm</a>  </div> ]]></description>
      <pubDate>Tue, 16 May 2006 11:05:54 +0200</pubDate>
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      <title><![CDATA[Centro Maitreya di Milano ]]></title>
      <link>http://www.risveglio.net/C683104040/E20060306104949/index.html</link>
      <description><![CDATA[<div><br /><img class="full" src="http://www.fpmt-osel.org/gallery/images/maitreya.jpg" /></div>  <br /> <div>Maitreya è il Buddha del futuro e simboleggia l'amore universale. Una delle sue caratteristiche è di star seduto al modo occidentale differenziandosi da tutti gli altri Buddha, che siedono nella posizione del loto. Con l'idea di sostenere la presenza del Buddhismo in Italia e il dialogo con la cultura occidentale, nel 1985 è stata istituita a Roma la Fondazione Maitreya, Istituto di cultura buddhista, con sede in via della Balduina 73, Roma. La Fondazione, che ha conseguito personalità giuridica nel 1991 con il riconoscimento per decreto del Ministero dei Beni Culturali, opera in Italia coordinando attività educative, convegni, seminari e attività editoriali in campo buddhista. La Fondazione è membro costituente dell'Unione Buddhista Italiana,U.B.I., e dal 1997 dell'Unione Buddhista Europea, E.B.U., con le quali collabora per attività in campo culturale.</div> ]]></description>
      <pubDate>Mon, 06 Mar 2006 10:49:49 +0100</pubDate>
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